Glossario LED Grow
È l’unità che misura l’efficienza di una lampada LED: quanti fotoni utili per le piante (µmol) vengono prodotti per ogni joule di energia elettrica consumata. Più è alto, migliore è la lampada a parità di consumi. Una buona lampada LED moderna supera 2,5 µmol/J; le migliori arrivano a 3,0–3,2 µmol/J.
Il flusso fotonico fotosintetico: la quantità totale di fotoni PAR emessi dalla lampada ogni secondo, indipendentemente dalla direzione. Non misura quanti fotoni arrivano sulla pianta, ma quanti ne vengono prodotti in totale. È utile per confrontare lampade della stessa categoria.
La densità di flusso fotonico fotosintetico: quanti fotoni PAR arrivano su un metro quadro di canopy ogni secondo. È la misura più importante per capire quanta luce riceve realmente la pianta. Dipende dalla potenza della lampada, dall’altezza di montaggio e dalla superficie coperta.
L’integrale di luce giornaliero: la quantità totale di fotoni PAR ricevuta da un metro quadro di canopy nell’arco di 24 ore. È la misura “cumulativa” che conta davvero per la crescita della pianta. Si calcola: DLI = PPFD × ore di luce × 3600 / 1.000.000.
La radiazione fotosinteticamente attiva: la porzione dello spettro elettromagnetico (400–700 nanometri) che le piante utilizzano per la fotosintesi. Include il blu (400–500 nm), il verde (500–600 nm) e il rosso (600–700 nm). Solo la luce in questo range viene conteggiata nelle misurazioni PPF e PPFD.
I lumen (lm) misurano la luce percepita dall’occhio umano: penalizzano il blu e il rosso, che le piante amano di più. I µmol/s (PPF) misurano la luce utile per la fotosintesi senza bias spettrale. Una lampada ad alta efficienza fotosintetica può avere pochi lumen ma altissimo PPF. Non usare mai i lumen per scegliere una lampada grow.
Una lampada “full spectrum” copre tutte le bande dello spettro PAR necessarie alla pianta, dalla vegetativa alla fioritura. Emula la luce solare naturale con un mix di lunghezze d’onda: blu 400–500 nm per la crescita fogliare, verde 500–600 nm per la penetrazione in canopy, rosso 600–700 nm per la fioritura.
Misura il “tono” della luce bianca: valori bassi (2700–3000K) danno luce calda/gialla, valori alti (5000–6500K) danno luce fredda/bluastra. Per la coltivazione indoor si usano tipicamente 3000K–4000K: coprono bene sia la vegetativa che la fioritura senza necessità di cambiare lampada.
La lunghezza d’onda a 660 nanometri è il picco di assorbimento del fotorecettore della clorofilla A. I diodi rossi SMD3535 660nm aggiunti ai LED bianchi 4000K della S Line Foldable potenziano specificamente la risposta fisiologica nella fase di fioritura, aumentando la formazione di fiori e frutti.
Denominazione usata da ORTOLED per indicare uno spettro ottimizzato per l’agricoltura, che copre l’intera banda PAR (400–700 nm) con enfasi sulle lunghezze d’onda più efficaci per la fotosintesi (blu 450 nm, rosso 660 nm) mantenendo al contempo buona resa per la vegetativa.
La “volta” vegetale formata dalle foglie superiori delle piante, la zona che riceve direttamente la luce della lampada. Il PPFD viene sempre misurato a livello della canopy. Penetrazione in canopy indica la capacità della luce di arrivare anche alle foglie e ai frutti interni, non solo a quelli superficiali.
Diodo a emissione di luce: un semiconduttore che converte energia elettrica direttamente in luce con alta efficienza. A differenza delle lampade tradizionali (HPS, MH), non brucia un gas o un filamento — la luce viene emessa a livello atomico. Questo spiega l’altissima efficienza (fino a 3+ µmol/J), la lunga vita (50.000+ ore) e l’assenza di raggi UV/IR dannosi nelle versioni grow.
I chip LED prodotti da Samsung più usati nelle lampade grow professionali. L’LM301H è la versione EVO ad alta efficienza (fino a 3,1 µmol/J per chip), l’LM301B la versione standard. Entrambi sono chip SMD di piccole dimensioni che permettono alta densità su PCB, spettro bianco 4000K ottimizzato per la fotosintesi e lunga vita utile certificata.
Il componente elettronico che converte la corrente alternata (AC) della rete in corrente continua (DC) a tensione costante per alimentare i LED. La qualità del driver determina stabilità, efficienza e vita della lampada. Un driver esterno (come Sosen o Meanwell) è separato dalla testa luminosa; un driver integrato è incorporato nel corpo della lampada.
Sistema di controllo dell’intensità luminosa tramite segnale analogico da 0 a 10 Volt: 0V = spento (o minima intensità), 10V = massima potenza. È lo standard industriale per le lampade grow professionali: compatibile con quasi tutte le centraline, potenziometri manuali e sistemi di automazione. Permette di adattare l’intensità alle diverse fasi di crescita.
Formato di lampada LED dove i chip sono distribuiti uniformemente su un singolo pannello piatto (PCB) ad alta densità. Contrapposto al formato “barra” (strip lineari) o “COB” (chip-on-board). Vantaggi del QB: distribuzione omogenea senza hot-spot, angolo di emissione ampio, profilo basso. È il formato preferito per grow box quadrate.
Tecnologia LED dove molti chip microscopici vengono incollati direttamente su un substrato (board) in un’unica area compatta, creando una sorgente luminosa ad alta intensità puntiforme. Ottima penetrazione in canopy per le zone centrali, ma meno uniforme su superfici ampie rispetto ai Quantum Board.
Sistema di dissipazione del calore che non utilizza ventole meccaniche. Il calore generato dai LED viene condotto attraverso il PCB verso un dissipatore in alluminio che lo disperde nell’aria per convezione naturale. Vantaggi: silenzioso (0 dB), zero consumo extra, nessun rischio di guasto meccanico. Requisito: buona ventilazione dell’ambiente grow.
Standard industriale per misurare la vita utile di una lampada LED: il numero di ore operative dopo le quali il flusso luminoso si riduce al 70% del valore iniziale. I LED Samsung certificati L70 a 50.000 ore significano che dopo 50.000 ore di funzionamento la lampada emette ancora almeno il 70% della luce originale.
Ambienti chiusi per la coltivazione indoor. La grow box è una scatola rigida rivestita internamente di materiale riflettente. La grow tent è una struttura con telaio metallico e telo interno argentato, più flessibile e facile da montare. Entrambe creano un ambiente controllato per luce, temperatura e umidità.
Una stanza o locale dedicato interamente alla coltivazione indoor, di dimensioni maggiori rispetto a una grow tent. Richiede impianti di ventilazione, deumidificazione e controllo temperatura più strutturati. Le lampade professionali come la S Line Foldable sono progettate per grow room da 2 m² a oltre 20 m².
Le due fasi principali del ciclo di crescita delle piante indoor. La fase vegetativa (18h luce / 6h buio) favorisce la crescita fogliare e strutturale — richiede PPFD 200–500 µmol/m²/s. La fase di fioritura (12h/12h) induce la formazione di fiori e frutti — richiede PPFD 600–1000 µmol/m²/s.
Il deficit di pressione del vapore: misura la differenza tra la pressione del vapore acqueo nella foglia e quella nell’aria circostante. Un VPD ottimale (0,8–1,2 kPa in vegetativa, 1,0–1,5 kPa in fioritura) massimizza la traspirazione delle piante e l’assorbimento di CO₂. Le lampade LED producono meno calore radiante delle HPS, facilitando il controllo del VPD.
L’HPS (sodio ad alta pressione) è la tecnologia di illuminazione tradizionale per la coltivazione indoor. Efficienza tipica: 1,0–1,5 µmol/J. Il LED moderno arriva a 2,7–3,1 µmol/J: a parità di flusso fotonico consuma il 40–60% in meno. In più, l’HPS emette molta luce infrarossa (calore), aumenta la temperatura della grow room e richiede un impianto di raffreddamento più potente.
Funzione delle centraline avanzate che simula l’alba e il tramonto: l’intensità della lampada aumenta gradualmente all’inizio del fotoperiodo e diminuisce alla fine, invece di passare bruscamente da 0 a 100%. Riduce lo stress della pianta e migliora i ritmi fisiologici. Disponibile sulla centralina EC4330 compatibile con tutte le lampade ORTOLED.
Lo standard IEC 60529 che classifica il grado di protezione di un dispositivo contro la penetrazione di solidi (polvere) e liquidi (acqua). Il codice è composto da due cifre: la prima indica la protezione da solidi (0–6), la seconda da liquidi (0–9). IP65 = protezione totale dalla polvere (6) + resistenza ai getti d’acqua diretti (5).
La marcatura CE indica che un prodotto è conforme alle direttive europee applicabili (sicurezza elettrica, compatibilità elettromagnetica, etc.) e può essere commercializzato liberamente nell’UE. Non è un marchio di qualità ma un requisito legale minimo per la vendita in Europa.
Direttiva europea che limita l’uso di sostanze pericolose (piombo, mercurio, cadmio, etc.) nei prodotti elettrici ed elettronici. La certificazione RoHS garantisce che la lampada non contenga materiali tossici, importante sia per la sicurezza dell’utente che per lo smaltimento a fine vita.
La certificazione di compatibilità elettromagnetica garantisce che il dispositivo non emetta interferenze elettromagnetiche che disturbino altri apparecchi e che sia immune da quelle esterne. Importante in grow room dove convivono lampade, ventole, pompe e sistemi di controllo.
L’intervallo di tensione alternata accettato dall’alimentatore della lampada. Un driver con ingresso universale 110–277V funziona sia sulle reti europee (220–230V) che americane/giapponesi (110–120V), senza adattatori o configurazioni speciali. Tutte le lampade ORTOLED Serie ECO accettano 110–277V AC.
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